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Colledara (Cùllëdàrë in abruzzese) è un comune italiano di 2.222 abitanti della provincia di Teramo in Abruzzo. Fa parte della Comunità montanaGran Sasso. Reso celebre dal libro di memorie intitolato proprio Colledara, pubblicato da Fedele Romani nel 1907, in prima edizione per l'editore fiorentino Bemporad.

Popolato sin dalla preistoria, il paese medievale di Colledara è situato nell’antica Valle Siciliana. La sua storia è tutta racchiusa nell’incantevole borgo - oggi disabitato - di Castiglione della Valle, dove secondo leggenda si rifugiò Lucrezia Borgia durante la fuga dal fratello Cesare.Diventa comune solo nel 1929Nel territorio di Colledara è compreso il Parco Territoriale Attrezzato Fiume FiumettoLa frazione di Villa Petto fu fondata dopo la distruzione della romana Pitinia che sorgeva alla confluenza del Mavone con il Vomano. Sono ancora visibili i resti dei bastioni e della torre dell’antico castello.

Il 30 dicembre del 1909, con regio decreto n.493, la sede del Municipio di Castiglione della Valle fu trasferita a Colledara, preferita per diverse ragioni: la posizione centrale, l'alto numero di abitanti delle sue ville, la presenza dell'ufficio postale, del medico, della farmacia, del notaio e persino della banca.

Tuttavia vi fu una ragione che il consigliere provinciale Tito Candelori così riassunse in un suo intervento

« è questa ... una ragione di pura idealità e intellettualità, perché tutti sanno che il nome di Colledara è oggi collegato ad una manifestazione altamente letteraria, ed anche ... aggiungerò che Colledara è patria di Fedele Romani, vanto e decoro del nostro Abruzzo che lo conta fra i suoi figli più cari, dell'aureo scrittore che tanto suggestivamente ha saputo descrivere ed illustrare il paese nativo, dell'educatore insigne che noi auguriamo di vedere ascendere sempre più alto nell'esercizio della sua nobile funzione »

tratto da: Atti del Consiglio provinciale di Teramo, anno 1909, Teramo, De Carolis, 1910, pp. 63–64;

Il romanzo di Fedele Romani, pubblicato nel 1907, aveva suscitato interesse e consenso non solo in Abruzzo. Le anticipazioni che, sotto forma di articolo, Romani era andato pubblicando negli anni precedenti su "Il Marzocco", una delle più raffinate e seguite riviste di letteratura, avevano incontrato un notevole successo tanto da rappresentare un vero e proprio "caso letterario". Ne sono prova da un lato l'interesse a pubblicare il volume da parte di un editore di primissimo piano in Italia, come il fiorentino Bemporad e dall'altro l'ampio spazio concesso a Romani dai fratelli Orvieto, animatori del "Marzocco", per le anticipazioni relative al secondo romanzo, poi pubblicato postumo con il titolo Da Colledara a Firenze.

Successivamente, con il regio decreto n.379 del 16 febbraio 1928 n. 60, il Comune cambiava denominazione da Castiglione della Valle a Colledara.

Tratto dal Libro Colledara di Fedele Romani (1907)

« Colledara è un villaggetto di poche case, posto sopra una delle più verdi e più ridenti colline che allietano la Valle di Monte Corno, o Gran Sasso d'Italia, dal lato che guarda l'Adriatico. … Colledara non conta che poco più di cento abitanti; ma, benché il villaggio sia così piccolo, pure è diviso in due parti:. una più alta e una più bassa; ed ha due nomi: quello di Colledara, che appartiene in proprio alla parte più bassa, e serve, oltre a ciò, a indicar tutto il villaggio nel suo insieme, e quello di Capo di Colle, che è il nome della parte più alta, o, diremo, dell'acropoli. E qui sorge, circondata di tugurii e d'ulivi, la mia casa paterna, o «il palazzo», come lo chiamano i contadini »

Fonte Wikipedia

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Castiglione della Valle