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Villa Sbarra è una piccola e silenziosa frazione di Colledara (Te) posta a m.340 s.l.m. Nella sua parte più antica, che porta ancora i segni del terremoto aquilano del 6 aprile 2009, si cela la piccola Chiesa di S.Sebastiano. Da tempo non più in uso, è di proprietà della locale famiglia Di Pasquantonio ed oggi conserva l’antica struttura in pietre e laterizio. Ha copertura a capanna ed ai lati del portale, incorniciato in mattoni, si aprono due finestrelle quadrate. Dal culmine del tetto si alza un piccola campanile a vela che ancora ospita una campana. Su una delle pareti sono incise le date 1892 e 1916, riferite forse alla data di costruzione e a quella di un suo restauro. Opere di consolidamento del tetto risalgono invece a tempi sicuramente più recenti. L’interno, costituito da un’unica piccola aula, è caratterizzato da un piccolo cassettone ligneo posto al di sopra dell’altare abbellito da motivi floreali. Sulla parete dietro l’altare c’era un tempo un grande dipinto raffigurante la Madonna del Rosario attorniata dai santi Giuseppe, Domenico e Sebastiano.

Villa Petto è una frazione di Colledara (Teramo) e si trova a m.450 s.l.m. ai piedi del Colle Cicembro, lungo il corso del fiume Mavone. Le sue origini sono forse saracene e risalgono probabilmente alla prima metà del secolo IX, quando era noto come Castel del Petto. Salendo tra le case antiche, su una facciata delle quali si notano ancora i resti di un antico gafiotestimonianza di antiche tecniche edilizie longobarde, si arriva alla Chiesa di S. Lucia, completamente incastonata nel tessuto abitativo e costruita sui resti dei bastioni del castello che dominava il borgo. Si tratta di mura poderose risalenti probabilmente al XIV-XV secolo. Era originariamente ad una sola navata e nei primi anni del Novecento venne aggiunta la seconda, di dimensioni minori. Per fare questo venne abbattuta la torre saracena in prossimità dell’ingresso e venne adibita a campanile la torre del castello, dopo averla ridimensionata. L’ingresso in chiesa avviene lateralmente attraverso un portale incorniciato in laterizio sormontato da un timpano, anch’esso in laterizio. Al suo fianco si apre una stretta finestra con arco a tutto sesto. In prossimità del portale è incastonata al muro una mattonella di ceramica che raffigura Santa Lucia e reca la scritta “Ex devotione Rev. S. Berardi Marcone Praep. huius Castri Pecti 1775. N F V G P”All’interno sono due altari rinascimentali; quello maggiore, in marmo, ha al centro la statua del Salvatore. Vicino all’ingresso è una bella acquasantiera con piede su cui si legge la data 1568 e sulla cui parte superiore è, a rilievo, una testina con ali.

Vico è una piccola frazione di Colledara (Te) posta a m.567 s.l.m. Sul ciglio della strada che collega le frazioni di Ornano Grande e Forca Di Valle si incontra la piccola Chiesa di S.Nicola. Dichiarata inagibile con Ordinanza Sindacale n.19 dell’8 aprile 2009 a seguito del disastroso terremoto aquilano, è tuttora parzialmente danneggiata ed attende la conclusione dei lavori di restauro. Venne ricostruita nel 1811 ed ha copertura a capanna. Sulla semplice facciata si apre un portale in pietra ad architrave piano, ai lati del quale sono due finestrelle quadrate, anch’esse incorniciate in pietra. Più in alto è una finestra rotonda. Dal culmine del tetto si alza in facciata un piccolo campanile a vela che ospita una campana.

Villa Ilii è una frazione di Colledara (Te) a m.473 s.l.m. Tra le case, prevalentemente ottocentesche e moderne, raggiungibile percorrendo anguste stradine, è la Chiesa di S.Pasquale. E’ probabilmente settecentesca ed ha copertura a capanna e semplice facciata in laterizio che termina con un timpano. Dal suo fianco sinistro si innalza un piccolo campanile a vela che ospita una campana. L’edificio, gravemente lesionato dal devastante sisma aquilano del 6 aprile 2009, è tuttora inagibile.

Appena più a valle di Ornano Grande è Ornano Piccolo, piccola frazione di Colledara (Te) a m.485 s.l.m. Appena all’ingresso del paese, tra abitazioni prevalentemente moderne, ci si imbatte con la Chiesa di S.Antonio e S.Lucia. Sul suo originario assetto medievale sono intervenuti nel tempo rifacimenti e restauri, dai cui effetti modificativi è scaturito l’attuale edificio. L’ultimo restauro, che ha anche sapientemente recuperato il fascino e l’atmosfera medievali con la messa a nudo delle pareti in pietra, risale al 1994, quasi completamente a spese della piccola devota comunità locale. L’edificio è in pietra con copertura a capanna; sulla semplice facciata si apre un portale ad arco ribassato incorniciato da colonne in laterizio sormontate da timpano. Ai suoi lati due caratteristiche finestrelle quadrate e in alto un analogo finestrone rettangolare. Dalla cuspide del tetto si erge un piccolo campanile a vela che ospita una campana. L’interno è ad aula unica che termina in un’abside, diviso dal resto della chiesa da un arcone a tutto sesto. La copertura è con capriate in legno a vista e per la parte muraria non mancano spunti di interesse puramente ingegneristico. L’acquasantiera nei pressi dell’ingresso è sorretta da una piccola stele sormontata da un capitello con quattro leoncini alati agli angoli.

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