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Colledara, comune della provincia di Teramo posto a m.430 s.l.m. ai piedi del Gran Sasso d’Italia, e più precisamente nella sua antica contrada di Chiovano (è documentato che attorno al 1100 il territorio di Cluviano era posseduto per metà da Trasmondo di Ornano e per l’altra metà da Berardo de Cluviano), è la piccola Chiesa della Madonna di Loreto. Si tratta di una struttura seicentesca molto semplice realizzata prevalentemente in pietra, con copertura a capanna e, sorgente dalla facciata, piccolo campanile a vela per una campana. Questo reca ancora i segni del terribile terremoto aquilano del 6 aprile 2009 ed è tuttora imbragato con delle centine di sicurezza. Il portale è ad architrave piano sormontato da una lunetta che dal 2008 ospita un mosaico costituito da 16 mattonelle di maiolica opera di Gino di Giuseppe raffiguranti la Sacra Famiglia. Ai suoi lati sono due finestre, un tempo quasi sicuramente di eguali dimensioni, di cui quella a destra ha architrave piano in pietra e quella a sinistra, notevolmente più piccola, è incorniciata in laterizio con arco ribassato. Più in alto un finestrone rotondo, anch’esso incorniciato in laterizio, dà luce all’interno, dov’è custodita una statua della Madonna con Bambino contornata da Angeli. Questa viene portata trionfalmente in processione in occasione dei solenni festeggiamenti del 10 dicembre di ogni anno. L’interno è ad aula unica che termina con la zona presbiteriale; questa ospita un altare ligneo che reca la data 1777. Nel punto in cui è posizionata la pala d’altare si trova un affresco ancora ben distinguibile raffigurante una Madonna con Bambino, tornato alla luce in uno dei recenti restauri. In occasione del restauro del 2011 attorno alla chiesa è stata anche realizzata una recinzione a cura e spese, come si legge in una targa lì apposta, di Nicola Savini, cittadino devoto residente in quei pressi.

Colledara è un Comune della provincia di Teramo posto ai piedi del Gran Sasso d’Italia a m.430 s.l.m. Nel 1910 vi venne trasferita la sede del Municipio di Castiglione della Valle e nel 1928 il Comune cambiò denominazione in Colledara. Su un poggio, in posizione dominante rispetto al paese, c’è la Chiesa di S. Paolo Apostolo, la cui struttura originaria si fa risalire al XVI secolo. Ha copertura a capanna e la facciata presenta tre finestroni con arco a tutto sesto; il semplice portale ad architrave piano è sormontato da una lunetta anch’essa con arco a tutto sesto. In corrispondenza della parete posteriore, ma discosta dall’edificio della chiesa, si erge una torre campanaria su cui è stato rimesso in opera un blocco di pietra con la data 1855; è a base quadrata ed ospita due campane. Appena al di sotto di queste c’è un grande orologio rotondo. L’interno è a navata unica e conserva un altare barocco ligneo con colonne tortili. Poco distante c’è la casa in cui nacque l’insigne letterato Fedele Romani (1855-1910). Sull’architrave del portone si legge “F.R. 1811”.

Interessanti sono anche la Chiesa della Madonna di Loreto e la Chiesa di S.Anna, quest'ultima in pieno centro storico.

Collecastino è una piccola frazione di Colledara (Te) posta a m.412 s.l.m. Fra le case ottocentesche e moderne del piccolo centro abitato è la Chiesa di S.Rocco. Ha copertura a capanna e facciata semplice sul cui coronamento orizzontale poggia un campanile a vela in mattoni che ospita due campane. La sua costruzione risale probabilmente al 1755 e nel 1881 venne effettuato un importante restauro. Il portale, completamente in laterizio, ha colonnine laterali e mensole e l’architrave ha andamento curvilineo. Ai suoi lati due finestrelle caratteristiche del periodo della costruzione della chiesa.

Nella zona più antica e più alta di Colledara (Teramo) a m.430 s.l.m. sorge la Chiesa di S.Anna. Si tratta di un massiccio edificio in pietre gravemente danneggiato dal sisma aquilano del 6 aprile 2009 e per questo dichiarato inagibile con Ordinanza Sindacale n.30 del 9/4/2009. Tuttora parzialmente imbragato per la sua messa in sicurezza, ha copertura a capanna e facciata con coronamento piano. Sulla facciata lineare si aprono un portale ad architrave piano e, sopra di esso, un finestrone rotondo. Un piccolo campanile a vela sorregge una campana. L’interno è ad aula unica.

Castiglione della Valle, frazione di Colledara (Teramo), troviamo la Chiesa di San Michele Arcangelo, risalente al XII secolo. Si presenta con copertura a capanna ed un imponente campanile a vela che ospita ben quattro campane, tutte di dimensioni diverse; l’interno è a due navate, delle quali una rappresenta il corpo principale e più antico, mentre l’altra, quella di sinistra, è più corta e venne aggiunta in epoca imprecisata nel corso di un restauro. Sulla facciata si aprono due portali, entrambi in pietra: quello principale ha un architrave monolitico che insiste su due mensole, le quali poggiano su due caratteristiche testine e presentano sulla faccia esterna due rosette e su quella interna altre due rosette insieme a due maschere. Sull’architrave c’è una lunetta ad arco a tutto sesto all’interno della quale c’è un affresco ormai quasi completamente scolorito. Il secondo portale è nello stesso stile, ma più semplice. In alto, due finestroni rotondi, quasi in corrispondenza di ciascun portale, danno maggior luce all’interno. Qui l’arredo è completamente barocco, a cominciare da un bellissimo altare dorato ed alcuni pregevoli affreschi settecenteschi, per continuare con un prezioso organo del 1797 e per finire con un bellissimo soffitto ligneo del settecento completamente dipinto.

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Castiglione della Valle